Juvenilia

I racconti del ciclo di Angria scritti da Charlotte Brontë (e dal fratello Branwell) attualmente tradotti in italiano. 



Juvenilia



Sotto il titolo di “Juvenilia” si raccolgono per la prima volta in italiano quattro brevi e coinvolgenti racconti di una giovanissima Charlotte Brontë. L’intento è di aprire uno spiraglio sulla scrittura più acerba, ma già di grande forza e passione, dell’autrice inglese e di far conoscere al pubblico anche la sua produzione minore. 

Perché la fama non rimanga limitata solo a “Jane Eyre”, il suo romanzo più famoso, accanto al bellissimo racconto “Caroline Vernon”, la curatrice, Maddalena De Leo, propone infatti la traduzione di tre appassionanti storie dell’avvincente ciclo di Angria: “Il segreto”, “Lily Hart” e “Henry Hastings”.





All'hotel Stancliffe e altri racconti giovanili

Il libro "All'Hotel Stancliffe e altri racconti giovanili" di Charlotte Brontë, curato e tradotto da Maddalena De Leo per le edizioni Ripostes, vuole attrarre l’attenzione del pubblico italiano sulla produzione giovanile di questa famosa autrice inglese sinora conosciuta da noi solo come autrice del capolavoro ottocentesco "Jane Eyre". In esso infatti appaiono per la prima volta in traduzione italiana sei racconti detti  "Juvenilia" appartenenti al ciclo di Angria, la saga redatta negli anni 1829-1835 da Charlotte Brontë e dal fratello Branwell con calligrafia minutissima e su libriccini microscopici che i ragazzi stessi avevano creato.
Nella primavera del 2003 il racconto "Stancliffe Hotel" è apparso per intero sul "Times",  scatenando i commenti e la sorpresa della stampa mondiale. Come specificato nel risvolto di copertina, grazie alla sua "riscoperta", il manoscritto di "All’hotel Stancliffe" getterà infatti in futuro nuova luce sugli studi brontëani, inquadrando la maggiore delle tre sorelle scrittrici di Haworth in una prospettiva completamente diversa da quella del passato. Il testo è corredato inoltre da una estensiva introduzione, dalla legenda dei personaggi e dei luoghi e da note esemplificative.

I racconti contenuti in questa raccolta sono:
Albione e Marina, Le nozze, Alta società, Il ritorno di Zamorna, Mina Laury e All’hotel Stancliffe. 



I Componimenti di Bruxelles



Nel testo sono proposti in traduzione italiana i quasi del tutto sconosciuti componimenti in lingua francese di Charlotte ed Emily Brontë scritti durante il soggiorno di studio che le vide a Bruxelles in qualità di allieve nel 1842 presso il pensionato Heger.

I ‘dévoirs’, in totale ventinove, di cui venti di Charlotte e nove di Emily, sono tutti preceduti da una esauriente introduzione esplicativa ad opera della curatrice-traduttrice prof.ssa Maddalena De Leo.








Componimenti in francese di Emily Brontë




I componimenti in francese di Emily Brontë si susseguono in ordine cronologico e con a fronte il testo francese così come esso appare nella biografia di Emily Brontë ad opera di Winifred Gérin.

Tali componimenti sono inclusi anche nella di cui sopra edizione "I componimenti di Bruxelles." 






Henry Hastings



Le sue passioni erano forti di natura e l’immaginazione era in lui come una febbre. Insieme esse agivano in maniera selvaggia, specialmente quando il delirio dell’ubriachezza le frustava a un galoppo che persino i cavalli dell’Apocalisse quando si scagliavano su Armageddon avrebbero emulato invano. Si parlava di lui ovunque a causa dei suoi eccessi. La gente li commentava con costernazione; gli stessi eroi del diciannovesimo alzavano le mani e gli occhi dinanzi a qualcuna delle sue imprese esclamando: «Dannazione! Ciò va oltre ogni limite!».







Il segreto


Un segreto covato tutta la vita condiziona fortemente la donna che lo custodisce finché, d'improvviso, la liberazione, e di qui una vera e propria rinascita. Attraverso la narrazione si viene a contatto con un'eroina bella e innamorata e per questo debole e spaurita, ma che non esita ad agire contravvenendo agli ordini del marito e a sua insaputa, atteggiamento questo che già dice molto sulla tipologia femminile brontëana. All'ingenuità di Marian, la protagonista, si contrappone la falsità dell'astuta istitutrice Foxley, le cui trame malefiche sono infine smascherate da un arrabbiatissimo Douro, marito di Marian, non senza contribuire a creare un pathos sottile circa l'evolversi della vicenda. Ciò che caratterizza in maniera singolare questo racconto ancora acerbo della nostra autrice è quel senso di suspance tanto abilmente convogliato dalla pur semplice trama. Intrighi, bugie e duplicità brillantemente superati in nome dell'amore si fondono armoniosamente per far sbocciare quella tecnica narrativa che sarà il piccolo grande segreto racchiuso nella penna di Charlotte Brontë.



Storie di geni e di fate 

Sfogliando questo libro, ci immergiamo nell’appassionante mondo “costruito” dalla fantasia di Charlotte, Emily, Anne e il fratello Branwell, con protagonisti gli Young Men, cioè i dodici soldatini regalati qualche anno prima dal padre. È sicuramente stupefacente, come sottolinea la stessa curatrice, che la mente di una quattordicenne abbia potuto immaginare avventure così complesse e ricche di particolari. Il secondo dei tre racconti ci porta, insieme al protagonista, a ricercare e definire il concetto di felicità, qualcosa di semplice e a portata di mano che invece spesso andiamo a cercare lontano, mentre il terzo racconto ci fa partire per un viaggio coinvolgente che ci porta fra i geni e le fate proiettandoci in un mondo da sogno. Una grandissima iniziativa editoriale, quella di L’ArgoLibro, che presenta – per la prima volta tradotti in Italia – i racconti “Un’avventura”, “La ricerca della felicità” e “Le avventure di Ernest Alembert” di una Charlotte Brontë adolescente. La traduttrice, la Professoressa Maddalena De Leo, ha curato ogni particolare della pubblicazione, che si presenta testo a fronte e quindi particolarmente adatta anche per tutti coloro che desiderano raffrontare il testo originale e la traduzione.

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